Piccoli artisti crescono

03. Febbraio 2020 Blog 0
Piccoli artisti crescono



E chi lo avrebbe mai detto !? Dopo solo poche settimane di pratica i bambini e le bambine che frequentano i laboratori “Sarà….Jazz Band!” suonano legni ed ottoni, e si divertono!

Questo risultato straordinario è merito sia del metodo d’insegnamento utilizzato dagli esperti, chiamato Accent on Achievement, sia del linguaggio musicale utilizzato, il jazz. Scopriamo insieme perché.

Accent on Achievement: prima la pratica e poi la teoria

La metodologia d’insegnamento “Accent on Achievement” nasce dall’incontro tra il metodo didattico sperimentale “YAMAHA” e l’esperienza della “Alfred Publishing Company”, casa editrice statunitense nata nel 1922 e leader mondiale nell’educazione musicale.

Ma procediamo con ordine. Il metodo Yamaha nasce negli anni ‘50 in Giappone e prende il suo nome dalla nipponica casa produttrice di strumenti musicali. La portata rivoluzionaria di tale metodo risiede nel ruolo primario che la pratica dello strumento musicale ricopre rispetto alla teoria. Questo epocale cambio di passo è legato all’idea per cui la musica rappresenta un linguaggio naturale e spontaneo insito nei più piccoli; infatti, il metodo si basa su giochi di squadra, attività pratiche e di gruppo, grazie alle quali i bambini e le bambine possono far emergere il loro unico e personale talento. In questo modo l’apprendimento della musica risulta facile, immediato e divertente.

Il passo in avanti apportato dalla Alfred Publishing Company è ben rappresentato da uno degli obiettivi principali sui quali si fonda il sistema didattico ‘Accent on Achievement‘, ovvero suonare insieme, fin dalla prima nota.  All’atto pratico è sufficiente riunire gli allievi e far loro eseguire un esercizio; questo, essendo già correttamente trasportato per ogni strumento, suonerà intonato e garantirà rapidi progressi

Una delle caratteristiche innovative del metodo statunitense è rappresentato da un semplice sistema di codifica a colori del materiale didattico che ha come fine quello di stabilire un collegamento visivo tra il nuovo apprendimento e la sua applicazione. Ad esempio, le nuove note sono sempre posizionate nella parte alta della pagina e sono sfumate di colore giallo. Lo stesso accade per le firme chiave, indicate in verde, ed i nuovi valori ritmici e termini mostrati rispettivamente sempre in blu e in rosso.

Il Jazz come musica dell’altro

E la musica Jazz? Beh, i manuali scritti da John O’Reilly e Mark Williams, due dei compositori contemporanei di musica per band più famosi al mondo, aiutano gli allievi e le allieve ad ascoltare gli altri membri della band e li incentivano a sviluppare la loro vena creativa grazie ad esercizi che li incoraggiano a sperimentare ritmi improvvisati e a comporre, ovvero a fare jazz. Questo genere musicale, infatti, è caratterizzato da una forte componente creativa e di espressione personale che non può prescindere dall’apertura verso l’alto. Ad esempio, il jazzista, anche se non si tratta di un adulto, durante una performance sa perfettamente che fa parte di un gruppo e che deve contemporaneamente sviluppare e limitare la sua azione per dare spazio a tutti gli strumenti. Inoltre, il musicista jazz è costantemente impegnato in un’attività creativa: anche quando viene eseguita un’opera d’autore non gli viene chiesto di replicare l’originale, ma bensì  di immaginarne una nuova versione tra le tante possibili.

Grazie al progetto Jazz and Kids i bambini e le bambine entrano nel mondo della musica in modo semplice e divertente  senza che questo impedisca loro di apprendere in un ambiente pieno di stimoli e contenuti




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